email: demoscefalu@gmail.com

email: demoscefalu@gmail.com

Pagine

sabato 3 luglio 2010

Sintesi dibattito intercettazioni

In una splendida cornice di pubblico si è tenuto giovedi 1 luglio presso una ripulita Corte delle Stelle l’incontro-dibattito su “Intercettazioni: diritto alla privacy o ostacolo alla sicurezza ed alla libertà di stampa”.

Ospiti di rilievo hanno relazionato su questa delicata materia, con parole comprensibili al grande pubblico, gettando una luce di verità su quanto stà avvenendo in Parlamento con questo disegno di legge governativo, che molti non a torto definiscono “bavaglio”.

Forse uno dei più attesi, anche per i suoi trascorsi scolastici nella nostra cittadina, era il dr. Gioacchino Genchi, Vice Questore di Polizia, con una grande competenza sulle intercettazioni che ha eseguito di persona per conto delle Procure di tutta Italia, riuscendo ad essere di prezioso ausilio nella cattura di pericolosi criminali o nella ricerca della verità. Egli, dopo un breve e commosso saluto ai suoi ex compagni di scuola e docenti, ha illustrato diverse tecniche adoperate per mettere sotto controllo i telefoni di presunti rei o delle vittime nonché per posizionare le cosiddette cimici, microtrasmettitori che consentono di sentire la conversazioni in diversi ambienti, il tutto farcito da aneddoti realmente accaduti che hanno facilitato e reso maggiormente piacevole l’attento ascolto degli uditori. Ha anche accennato alla sua spinosa vicenda personale che lo ha visto passare da prezioso servitore dello Stato ad indagato per presunte violazioni nello svolgimento della sua attività lavorativa, cosa che lo ha fortemente amareggiato ma nello stesso tempo gli ha consentito di provare la solidarietà di moltissime persone e spinto a pubblicare un libro che narra un pezzo della storia del nostro paese.

Altro importante ospite della serata è stato il dr. Gaetano Paci, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha affrontato l’argomento sotto una visuale tecnico-giuridica. Ricordando l’importanza delle intercettazioni telefoniche e ambientali nella scoperta degli autori di numerosi reati ma anche nella prevenzione degli stessi e per la ricerca delle prove, in un mondo nel quale la criminalità è sempre un passo più avanti della Giustizia nell’uso dei ritrovati tecnologici per il perseguimento dei loro fini illeciti. Casi come quello della Clinica degli orrori, dove si eseguivano interventi chirurgici invasivi e talvolta letali, non necessari, con il solo fine di ricevere i rimborsi dal Servizio sanitario, non sarebbero mai venuti alla luce senza questo prezioso strumento. Ricorda che l’Italia ha costituzionalizzato l’uso delle intercettazioni, contrariamente ad altri paesi come l’Inghilterra, la Francia o gli USA dove vengono disposte dalla Polizia senza necessità alcuna dell’autorizzazione da parte di un magistrato, terzo ed imparziale. L’approvazione del DDL in discussione alle Camere, renderà inutili e dispendiose le intercettazioni, in quanto potranno disporsi per 30 giorni prorogabili di 15 giorni e poi per altri 15, dietro autorizzazione di un Tribunale composto da tre giudici, ubicato nel capoluogo del distretto, con dispendio di tempo e di auto impegnate a fare la spola tra le varie Procure e il centro, portando fascicoli processuali sempre più voluminosi che finiranno per ingolfare il lavoro di questo collegio. Quale rispetto della privacy potrà mai giustificare la mancata cattura di persone che si sono macchiati di delitti, minando la sicurezza di tutti noi cittadini, la verità è che non sulla tutela della riservatezza delle persone comuni qui si vuole intervenire bensì su quella degli uomini politici o che ricoprono incarichi pubblici, anche se costoro per il semplice fatto di essere personaggi noti all’opinione pubblica non possono vantare un diritto alla privacy (parole della Corte Europea dei diritti dell’uomo).

Il dibattito è stato moderato dal giornalista RAI dr. Mario Azzolini che non ha mancato di fare le sue osservazioni sulle ripercussioni che con questa legge si avranno alla libertà di stampa, dove chi pubblica verbali di intercettazione rischierà sanzioni penali e multe pesantissime e ciò di fatto scoraggerà a dare ai cittadini una informazione compiuta.

E'seguito un aperto dibattito con il pubblico presente, che ha avuto anche accenni polemici ma che si è svolto sempre nei limiti della pacatezza e del rispetto per le altrui opinioni.

Da tenere scolpita nelle nostre menti la chiosa finale di Genchi laddove afferma: "COLORO CHE SONO ONESTI NON HANNO NULLA DA TEMERE DALLE INTERCETTAZIONI".

Una pagina importante è stata scritta l’uno luglio a Cefalù nella veicolazione di notizie ed opinioni che spesso vengono sottaciute dai media ufficiali al grande pubblico, speriamo che ad essa possano seguire altri momenti di confronto su temi che favoriscano la crescita culturale e sociale della nostra comunità.

venerdì 2 luglio 2010